Al Popolo – dal Corriere Lucano del 4 settembre 1860

Dal Corriere Lucano. N.° 6.

Al popolo

Potenza, 4 Settembre.
Nei giorni di prova, nei momenti terribili d’una scellerata aggressione il popolo non solo surse spontaneo, concorde, ardito a respingere le orde dei suoi carnefici, ma rovesciò il tristo governo, che per tanti anni l’aveva ammiserito, martoriato ed oppresso.
Un’era novella, mercè del sublime slancio di tutte le popolazioni della provincia è stata iniziata; di questa era a noi piace enumerare i vantaggi e gli utili che dovranno fruirne anche gli uomini delle classi più misere, coloro che il cessato governo considerava come bruti, come giumenti, ed i quali nascevano poveri, ed abietti, vivevano lavorando senza potersi sfamare, e morivano ignorati fra gli stenti, e i desiderii non conoscendo della vita che i soli dolori, nessuna delle dolcezze.
I nuovi governanti, ed i futuri deputati della nazione Italiana si occuperanno (non ne dubitiamo) delle sorti del popolo, e penseranno a renderne men dura l’esistenza.
L’istruzione pubblica sarà largamente impartita, ed avrà per iscopo il miglioramento sociale, e lo sviluppo intellettuale di tutte le classi.
Le sale di asilo nelle città, le scuole di mutuo insegnamento nei Comuni rurali serviranno ad ammaestrare sin dalla più tenera età i figli del popolo: nessuna barriera sarà più innalzata tra il povero ed il ricco in fatto d’istruzione, e di capacità, imperocché all’educazione del fanciullo di svegliato ingegno, di precoci talenti provvederà la nazione, onde un giorno coi suoi lumi procuri decoro alla patria, utile a se medesimo.
I precetti della religione secondo lo spirito e la lettera del vangelo di buon’ora insegnati apprenderanno al fanciullo ad esser leale cristiano, e non più superstizioso ed ipocrita discepolo della perversa e rapace setta dei gesuiti.
I fanciulli impareranno altresì ad amare la patria, e la grandezza nazionale, ad essere dignitosamente uomini, non servili istrumenti d’un despota coronato, cittadini, e non schiavi.
Scuole di agricoltura, d’industria e di commercio mostreranno agli adulti in qual modo coi nuovi sistemi possano rendersi più produttive le terre, più feconde le viti, più belli i frutti, e minore il lavoro del villico, sostituendo le macchine alle braccia dell’agricoltore; coi processi chimici, e nuovi trovati meccanici si creeranno filature, si miglioreranno i tessuti mentre il nostro navilio mercantile protetto da una potente marina nazionale porterà con sicurezza le nostre derrate, e più tardi i prodotti della nostra industria in remoti mari.

Garibaldi al Fortino _____________ Istituzione del Battaglione lucano per la tutela dell’ordine

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