De Gasperi diceva che la vera politica …..

De Gasperi diceva che la politica che rappresenta uno Stato è quella estera, e, mostrò nell’immediato dopoguerra, grazie alle Sue capacità di uomo politico d’eccezione, di ottenere dagli Stati Uniti quell’aiuto per l’Italia che era inimmaginabile aspettarsi.-

Altri esempi di grandi capacità li abbiamo avuti nella veccia Repubblica con Gronchi, Andreotti, Moro, Craxi, e pochi altri che, fatto unico nella nostra storia, sono riusciti a mostrare al mondo quell’arte del governo assumendo decisioni autonome e prive di condizionamenti.-

Nel nostro tempo, però, la guerra alla Libia, nel vano desiderio di non farla apparire tale, ha dimostrato che le scelte dalla politica statunitense sono anche le nostre; di fatto non siamo stati in grado di prenderne altre nonostante in questa circostanza vi fossero tutte le condizioni per rispettare i trattati già sottoscritti.-

L’assunzione di questa posizione ci avrebbe garantito maggiore autonomia ed una minore esposizione a rischi grazie a quel rapporto privilegiato che con Gheddafi si era instaurato.-

Non dimentichiamo che il nostro fabbisogno energetico non può prescindere dalle forniture libiche pari al 60% del greggio ed il 25 % del petrolio; e, non ultimo che le nostre Aziende sia di produzione che di fornitura lavorano in maniera robusta e preferenziale con quella nazione.-

Infatti questa condizione la si era raggiunta grazie al grande lavoro di riavvicinamento fatto inizialmente dal governo Prodi poi da quello di Dini, da D’Alema, e per ultimo da Berlusconi.-

Come conseguenza immediata di queste decisioni è accaduto che si sono create solo notevoli difficoltà alle nostre Aziende tanto da indurre l’Amministratore delegato dell’Eni ad affermare che questa guerra, cui partecipiamo senza “se” e senza “ma” per noi significa “spararsi da soli sui piedi”!

Da Gheddafi si è tollerato tutto, lo si è ospitato in Italia nel migliore dei modi, si è fatto finta di non accorgersi di quanto combinava a casa nostra, ed oggi, quegli stessi politici, si accorgono che quest’uomo non è un leader ………“democratico”!

Lo sappiamo tutti che è un tiranno arabo che da 41 anni governa senza rispettare alcuna costituzione, non dimentichiamo nemmeno che è il mandante della strage di Lockerbie e della discoteca in Germania, almeno per quel se ne sa, ma da parecchi anni, ormai, ha anche scelto la “legalità internazionale” e, per dirla con Perna, i suoi uomini sono presenti in tantissimi Consigli di Amministrazione di aziende primarie europee.-

Ad ogni buon conto all’improvviso l’ONU gli affibbia l’etichetta di “terrorista”; che senso ha quando ormai quei tempi sono passati ed in epoche recenti la stessa Comunità Internazionale lo ha ammesso come ospite a quegli incontri politici esclusivi tra le potenze mondiali?

Ammettiamolo si tratta solo di una maniera elegante, anche fin troppo “disinvolta”, per cercare di giustificare un intervento armato caldeggiato da Francia e Gran Bretagna.-

Se riflettiamo sulla costruzione europea ci appare che essa è sempre stata imperniata sugli aspetti economici, ossia sulla realizzazione di un mercato comune, anche se sin dall’inizio esisteva, alternativa, anche l’idea di una cooperazione nel settore della politica internazionale.-

Nella realtà, però, l’espressione “politica estera comune” non è mai comparsa in alcun trattato fino ad oggi approvato.-

Si è solo cooperato, e cercato di cooperare, sui grandi problemi di politica internazionale a livello intergovernativo ma solo nell’ambito della “cooperazione politica europea”; tanto premesso qualora l’Italia avesse assunto una posizione indipendente esistevano tutte le giuste argomentazioni per poterlo fare .-

Invece si è verificato questo nostro fallimento che ha causato, gioco forza, scelte intempestive indotte dai Francesi i quali, con la loro azione militare immediata, hanno mostrato i loro veri interessi sulla Libia.-

Preso atto che dopo aver supinamente accettato la volontà statunitense, inizialmente di grande fragore onde proteggere i rilevanti interessi che detiene in Nord-Africa, è poi emersa la loro stessa decisa volontà di defilarsi lasciando la partita nelle mani della coalizione europea e costringendo di fatto l’Italia a subire le decisioni assunte perché qualunque altra le era stata preclusa.-

Il Presidente USA, con questa patata bollente in mano, dopo essere stato attaccato anche dai deputati del suo stesso partito, è minacciato di incriminazione per aver agito contro la Costituzione non avendo spiegato la missione al Congresso; tanto rumore ha comportato che il Ministro della Difesa Americano Gates fosse costretto ad annunciare una imminente riduzione dell’impiego delle forze USA a supporto della coalizione europea e poi, per buona pace di tutti, ha fatto in maniera che l’appoggio all’iniziativa rimanesse valido in maniera da costringere la coalizione a rimanere fedele agli impegni già assunti.-

Le conseguenze per noi che siamo i più esposti sono e saranno certamente preoccupanti (possibilità di attentati, arrivo sulle nostre coste di profughi) per cui si è manifestata la necessità di ridimensionare l’accaduto attraverso dichiarazioni politiche tese a nascondere la verità.-

Leggendo che il Presidente della Repubblica afferma: “…..Non siamo entrati in guerra, ma siamo impegnati in una operazione autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell’ONU……………non si deve mai cedere alle paure e bisogna evitare inutili allarmismi…….” mentre il Segretario del Partito Democratico Bersani afferma:”……..l’intervento è necessario per impedire un massacro di civili, è legale perché avviene nell’ambito dell’ONU e bisogna lavorare tutti insieme per una soluzione pacifica e democratica…..” ci si accorge che sono interventi che mirano a nascondere la verità.-

E’ del tutto insolito vedere per la prima volta che due esponenti di sinistra, per giunta ex comunisti, si pronunciano in maniera favorevole all’intervento armato dimenticando, all’improvviso, l’antimilitarismo e la propria cultura che ha sempre privilegiato la trattativa diplomatica rispetto all’operazione militare; è vero, i tempi sono cambiati…… ma, suscita dubbio questa decisione anche per la maniera tempestiva con cui i due esponenti la hanno manifestata.-

I più dubbiosi sull’intervento armato si sono rivelati essere i partiti di governo; infatti nonostante l’eclatante fallimento manifestato in politica estera, l’opposizione con le sue dichiarazioni non si è resa conto dei considerevoli interessi economici che coinvolgono l’Italia.-

I francesi, poi, si sono precipitati a combattere in tutta fretta, sia per motivi interni (nuove elezioni), che per valutazioni connesse ad un possibile ridimensionamento del nucleare secondo le indicazioni che derivano dall’evolversi del terremoto in Giappone; di conseguenza tutti gli altri partner sono stati costretti a seguirli trascurando di compiere un’approfondita riflessione.-

L’unica giustificazione francese è stata che la sua azione era un atto dovuto contro un despota, Gheddafi, che opprime i suoi sudditi che aspirano ad una democrazia di modello occidentale.-

Piuttosto debole anche perché ancora ricordiamo che quando questi fu ricevuto all’Eliseo beneficiò di ben altro trattamento dove sentimenti di “onore e gloria” si tagliavano a fette!

L’umanità e l’ideologia da sole non hanno mai fatto combattere guerre, e se riflettiamo sul perché per tanti altri paesi africani, che non galleggiano sul petrolio, l’ONU,che si è mostrato esemplare in questa circostanza, non ha mai pensato di intervenire, appare che per questi altri paesi il destino è già segnato; sicuramente verranno irrimediabilmente devastati da catastrofi umanitarie che porteranno morte e distruzioni senza risolvere il problema della democrazia; ci troviamo di fatto dinnanzi a figli e figliastri!

Lasciando da parte questi piccoli ……..”dettagli”…….. di cui ho parlato, vediamo che le borse europee sono in rialzo ed i più forti di questi rialzi si sono riscontrati in questi giorni di guerra, ne deriva che l’economia tira; per cui quella parola che i politici non vogliono nemmeno pronunciare gli economisti hanno già mostrato, con i fatti, di conoscerla; questa guerra, infatti, tutela gli affari libici dei colossi francesi, inglesi ed italiani anche in considerazione delle ottimistiche previsioni militari sull’andamento della stessa.-

Altro fattore trainante è la considerazione che la guerra può cambiare radicalmente il panorama politico-finanziario che attualmente sta a base della economia libica migliorandolo di molto a favore dei paesi europei in ragione delle posizioni assunte in questa crisi; di pari passo, si verificherà un arretramento degli altri partner mondiali; a tali vantaggi si aggiungerà quello relativo alla collocazione geografica, infatti per la sua posizione la Libia è di enorme interesse come porta di ingresso al nascente mercato africano molto vasto, perché densamente popolato, e che si sta affacciando ad una realtà economica che ancora non conosce.-

Il galletto francese ed il rambo inglese per queste ragioni si sono mossi appoggiando i ribelli pur sapendo che l’intera vicenda di questi gruppi è dominata dalla disinformazione; ma questo interessa molto relativamente infatti a loro preme esclusivamente conquistare la loro fetta di sabbia e, considerando l’accaduto da questo punto di vista, possiamo complimentarci con noi stessi per essere presenti sulla stessa barca nella speranza che i nostri governanti stiano bene attenti alla nostra fetta di sabbia.-

Ricordiamo però che l’accusa infamante di non rispettare i patti sottoscritti ci è stata già confezionata ed inviata!

TORO SEDUTO.-

 

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