Mentre i dottori studiano il malato muore – I –

Un vecchio aforisma recita: “Mentre i dottori studiano il malato muore”, orbene, facciamone una ragione, l’intera stagione “politica” ed “economica” che l’Italia vive può essere così rappresentata!

Un “Pirandello” l’avrebbe riprodotta come “l’abbuffata degli errori e del pressapochismo”; o meglio “la fiera delle vanità” dei nostri “professori – governanti”, inefficienti, incapaci di produrre effetti al risanamento ultra trentennale italiano, che, perseguito solo grazie all’inasprimento della tassazione, è palesemente naufragato provocando danni gravissimi per la collettività e per l’economia.-

E’ stata la rappresentazione drammatica (per i cittadini italiani) di tutti i Loro limiti, che aggravando quotidianamente le già fragili condizioni dell’economia, hanno mostrato, grazie all’avallo dello stuolo di “politici” vecchi e nuovi inefficienti ed incapaci di governare, quanto maldestre fossero le scelte e gli indirizzi adottati.-

Sui quotidiani nazionali si legge che Napolitano, nostro Presidente della Repubblica, reclama a gran voce una “nuova legge elettorale”, coraggio, non è l’ultimo dei problemi ma quasi; finiamola con questa farsa, perché la legge elettorale, pur importante per ridare dignità al cittadino, a chi gioverà?

Pensiamoci, a redigerla e ad applicarla saranno sempre quegli stessi uomini che già da “lustri” siedono a “Montecitorio” ed a “Palazzo Madama”.-

Sarà l’età, o la sua vecchia formazione politica per la quale le scelte della “nomenklatura” erano alla base di ogni indirizzo, che “il Presidente della Repubblica” non si è nemmeno accorto del problema principe; infatti, “Massimo Gramellini”, in un suo articolo lo ha evidenziato quando parlando dei politici ha affermato: “…..Ciò che li ossessiona davvero è trovare un modo per non perdere il posto, sottraendo agli elettori la scelta degli eletti e alla base dei partiti quella dei candidati.-….Appare come la dimostrazione plastica dell’impotenza di un ceto politico mediocre che non accetta nemmeno come ipotesi l’idea di andarsene a casa” per poi esprimere preoccupazione qualora l’Amministrazione dello Stato fosse ritornata nelle mani della “politica” sfuggendo a quelle dei “Professori”

La “preoccupazione”, invece, dovrebbe essere un’altra, infatti i nostri “Professori”, nell’insolita veste di “nuovi governanti”, si sforzano ogni giorno di conferire certezza “solo” al loro giornaliero e sciagurato operato che non penalizza solo gli italiani, bensì deprimendo ulteriormente l’economia, non consente minimamente la ripresa e lo sviluppo.-

Francesco Alberoni è stato più arguto nel suo commento affermando: questi “Dottori” o “Professori”, lascio a Voi la scelta, “o non conoscono la malattia o, se la conoscono, non la possono aggredire”; mentre “Marcello Veneziani” si chiede: ”com’era il mondo prima che arrivassero le cartelle esattoriali e prima che esistesse quell’infamia chiamata Equitalia? ed ancora “….continuo a non capire perché vivendo allo stesso modo di dieci anni fa, con le stesse virtù, gli stessi vizi e le stesse abitudini, siamo diventati d’un tratto criminali e debitori verso misteriosi terzi.- Cartelle, pignoramenti, sovrattasse, più minacce e torture di ogni tipo, via posta, via mail, via TV……..”.-

Come se non bastasse leggiamo su “Italia Oggi” che molto presto l’Agenzia delle entrate” avrà la possibilità di accedere direttamente ai conti correnti bancari, postali ed ai rapporti economici con le assicurazioni e le fiduciarie; o meglio, le Banche dovranno comunicare tutti questi dati che riguardano il cittadino al “Fisco”.-

E’ ovvio che siffatta comunicazione permetterà a qualsiasi addetto degli uffici finanziari di conoscere tutto e di “Tutti” instaurando una meschina guerra tra cittadini piena di invidie, diffidenze, e facili sarcasmi che inevitabilmente sconfinerà in un conflitto sociale di chi ha di meno nei confronti di chi ha di più.-

La peggiore conseguenza, sarà, che si creerà un “regime delatorio” che è tanto caro ad una vecchia ideologia che la storia ha da vent’anni superato, ma auspicata dai “Professori” i quali, nei primi atti del loro Governo, sollecitavano che si creasse, a loro dire, per stanare gli evasori.-

E’ facile giustificarsi dicendo che lo Stato, non avendo più risorse per finanziare la spesa pubblica, ricorra a questi sistemi; ma se constatiamo che lo sperpero deriva dai tanti rivoli “limacciosi” del nostro sistema governativo ed in generale dalla spesa degli apparati statali, tutt’ora intoccabili, non possiamo evitare di pensare che sarebbe più opportuno agire sulla spesa pubblica e sugli apparati statali piuttosto che creare una nuova “DDR”.-

Si, “rivoli limacciosi” perché la nostra Repubblica, oggi, non è altro che una vasta “palude stagnante” dove riescono a galleggiare solo i politici della “nuova” Repubblica o, meglio, “politicanti” per i loro limiti manifesti, scelti dai partiti e non dal popolo, ma da questo eletti, i quali, insieme alle “vecchie cariatidi” sopravvissute alla “vecchia” Repubblica”, godono del sostegno dei grossi burocrati di Stato, quasi sempre incapaci nell’Amministrare, ma ossequiosi, lautamente pagati e rispettosi delle sollecitazioni politiche, che ben tutelati dai primi, come abili giocolieri contribuiscono giornalmente al depauperamento del bene pubblico.-

A questo vanno aggiunti i “Sindacati ed i Sindacalisti” a cui tutto è dovuto per diritto divino e per meriti acquisiti negli anni grazie alla connivenza con la politica “clientelare”, additata da tutti al pubblico ludibrio, ma da tutti praticata, i quali garantiscono i “nulla-facenti” dell’apparato statale.-

Questo è il quadro disastroso di oggi per cui l’imprenditore ed il lavoratore autonomo, l’artigiano, la piccola impresa e quella a conduzione famigliare, i commercianti e tutti coloro che producono un reddito autonomo “annaspano”, cercano di galleggiare tra questa pletora di personaggi che desiderano spogliarli di ogni avere causando la grave anomalia dove i protagonisti della piccola e media economia italiana diventano i soggetti da “spremere”, quelli, per intenderci, che a parere di tutti “rubano” allo Stato “esigendo” molto e non “restituendo” nulla o quasi.-

E’ giusto, allora chiedersi: “tutta quella folla di italiani che siedono dietro una scrivania in un qualsiasi Ufficio pubblico, che dovrebbero essere al servizio del cittadino, ma che di fatto o lo ostacolano con il loro perenne sentire “burocratese”, che trascorrono il tempo dedicato al lavoro trastullandosi in amenità varie, che con tranquillità chiacchierano tra loro, che, in definitiva, nelle ore di lavoro fanno ben altro, ricevono, pur sempre, dallo Stato (quindi da Noi tutti) un compenso, orbene costoro cosa restituiscono alla collettività?

Toro seduto.-

(continua)

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