Mentre i dottori studiano il malato muore – III –

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Ricordando, poi, altre esperienze governative definite “tecniche” che nel passato hanno già dato prova del loro fallimento, è opportuno aver presente i pessimi risultati di altri analoghi esempi citando sia il Governo “Dini”, veramente “tecnico”, che il “Governo Amato”, “pseudo tecnico” perché annoverava diversi componenti “politici”.-

Questo tipo di governo ha significato per l’Italia una disastrosa epopea; basta ricordare il “Governo Amato” e gli imprenditori, piccoli e grandi, ricorderanno lo sconforto che suscitò; infatti, in una notte, si ritrovarono, insieme a tutti gli Italiani, più poveri del 30% rispetto ad i Tedeschi (che oggi sono tanto amati dal nostro Monti).-

Grazie ad una serie di marchiani errori (forse “volutamente”) compiuti dai “tecnici della finanza” aiutati da servitori dello Stato lautamente pagati, e da un gruppo di politici, che in parte ancora oggi continuano a ballare il “valzer delle poltrone”, l’Italia perdette molte decine di miliardi di Lire.-

Se poi pensiamo che lo stesso Amato, oggi è stato chiamato in qualità di “esperto dei professori”, quindi “professore dei professori”, al capezzale di quest’ultimo Governo, ci rendiamo conto perché “cotanta scienza e capacità” è stata cieca nel non accorgersi del fallimento di “Lehman”, che ad oggi è il più grande nella storia delle bancarotta mondiali, con 613 miliardi di dollari e che ha innescato la crisi che stiamo subendo.-

Non c’è da stupirsi, pertanto, che quello che viviamo è simile a quanto abbiamo già provato nel 1992; infatti l’Italia venne consegnata, da queste menti eccelse, alla grande finanza internazionale perché la Banca d’Italia, che all’epoca era di proprietà delle banche IRI come il Credito Italiano e la Banca Commerciale non aveva potere tanto che queste ultime due banche vennero immediatamente “privatizzate” e svendute.-

Per tale indegna operazione Amato e Prodi nel 1992 si affidarono a Goldman Sachs, Merril Lynch, Salomon Brothers, (nomi a loro cari per le consulenze ottenute prima e dopo l’accaduto, direttamente o indirettamente, e lautamente pagate) pur avendo proclamato che le privatizzazioni avrebbero consentito di differenziare i centri del potere economico.-

All’epoca Draghi, (i nomi sono sempre gli stessi nel valzer delle poltrone) era direttore generale del ministero del Tesoro (dal 1991 al 2001) ed è stato da tutti ritenuto l’artefice principe di queste privatizzazioni!

Successivamente, solo per ricordarlo, a svendita avvenuta del patrimonio nazionale, Draghi divenne il numero due della Goldman Sachs, fatto questo “casuale” o “indicativo” dei suoi rapporti con la City.-

E proprio la Goldman Sachs ha svolto il ruolo principale nella speculazione sulla svalutazione della lira del 1992, necessaria premessa per l’acquisto delle imprese da privatizzare a prezzi stracciati; autore della relativa tempesta valutaria fu Soros l’agente dei banchieri internazionali amico personale e cliente di Romano Prodi.- (che iniziava così a compiere il terzo giro di valzer delle poltrone)

Governatore della Banca d’Italia era all’epoca Carlo Azeglio Ciampi, che, pur sapendo cosa stava per accadere, bruciò 48 miliardi di dollari per difendere inutilmente la lira che perse il 30% del suo valore.-

Chissà se è per questo che ha ottenuto, poi, i tanti riconoscimenti politici!

Nonostante la brutta figura, che forse non fu ritenuta tale dai poteri forti oppure per qualche strano accordo, venne, poi, eletto Presidente della Repubblica votato dai “peones” che pensavano, come oggi, solo al proprio stipendio ed alla propria sedia.-

Adesso accade la stessa cosa, molti di quegli uomini sono ancora presenti ed i “professori” si sono subito accorti, sin dai loro primi provvedimenti, frutto più che altro di improvvisazione, dei grossi condizionamenti della Politica, del Sindacato e delle Lobby; infatti il “via libera” ad ogni decisione si è ottenuta, e si ottiene, solo dopo la mediazione con tutti questi soggetti.-

Ecco così spiegati i tanti “vertici di maggioranza” e le continue modifiche e ripensamenti che, di volta in volta, il Governo compie.-

Ad ogni buon conto, comunque, si può senz’altro ritenere che il “Professore Amato” era a capo di un “governicchio” di “tecnici” influenzati da altri “tecnici” “illuminati” dagli economisti, i quali furono tanto bravi da svendere il Patrimonio pubblico, allora di proprietà IRI che, a sua volta, era presieduta da Romano Prodi.-

Ricordo che tale svendita permise a diversi imprenditori italiani (amici di Prodi ed Amato) di arricchirsi a dismisura con acquisti di aziende a prezzi di gran lunga al di sotto dei valori di mercato.-

Mi riferisco “in primis” agli Agnelli, ma anche al signor De benedetti, che assieme al Ministro Passera (uno dei ministri tecnici del Governo Monti) in seguito all’acquisto distrusse un gioiello dell’industria italiana che si chiamava Olivetti.-

L’operazione che effettuerà Monti & c. sarà la stessa, infatti svenderà i colossi industriali ed i beni di maggior valore indebolendo il paese e rendendolo sempre più esposto alla speculazione.-

Eliminare il debito e la crisi senza rimuoverne le cause questo Governo non è in grado di farlo; correggendo i motivi strutturali del debito, invece, aspira solo a tamponare i buchi nel bilancio ricorrendo al solo sacrificio degli italiani salvaguardando le Banche.-

Si arriverà, molto presto, al punto che “I banchieri”, coloro che hanno creato la crisi, chiederanno ai cittadini di coprire con i loro risparmi i loro errori; le armi che hanno lo consentono fino al punto che le prime avvisaglie le notiamo con l’inasprimento dei mutui e con le difficoltà insormontabili per il credito ai privati ed alle aziende.-

Alla base della crisi non vi sono solo semplici questioni economico – finanziarie bensì – “la presenza oppressiva dello Stato” che uccide gli imprenditori e le aziende piccole e grandi; inoltre il quadro si aggrava vedendo l’atteggiamento del Governo Monti che parla solamente di “guerra all’evasione”.-

Requisire ogni risorsa inevitabilmente porta alla completa depressione della vita economica e non è assodato che l’enorme spesa pubblica legittimi e giustifichi tale atteggiamento.-

Se vediamo da vicino i Ministri possiamo solo disperarci; infatti la “Ministra del Welfare”, Fornero, non solo ha compiuto macroscopici “orrori” e non “errori” ma anche Lei, come il Sig. Monti ed il Sig. Passera, ha già visto la luce in fondo al “tunnel”; luce che, stranamente, tutti gli italiani non vedono.-

Come se non bastasse asseriscono che “il Governo ha fatto quanto doveva” e che adesso tocca agli italiani gestire le loro “grandi riforme” per creare lavoro e sviluppo.-

Risposta a queste fantasiose affermazioni la ha data Giorgio Guerrini, “Presidente di Confartigianato”, che ha asserito riferendosi al Governo: “…..dire che ha fatto tutto quello che si doveva fare era un po’ presuntuoso” infatti l’azione verso le piccole e medie imprese è tutt’altro che lusinghiero essendo, noi, nelle posizioni di coda”.-

La riforma del lavoro per le Imprese non ha rappresentato nulla di positivo e non ha dato alcun segnale di aumento di competitività tanto meno la “sburocratizzazione” che doveva infondere maggiore serenità alle Imprese.-

Ma se si constata che i servizi incidono con un maggior costo del 30-40% possiamo renderci conto che le imprese sono automaticamente fuori da qualsiasi mercato.-

Il rimedio lo suggerisce lo stesso Presidente Guerrini affermando che per “fare impresa” bisogna tagliare costi e sprechi della “pubblica amministrazione”, alleggerire di molto la burocrazia, e diminuire la pressione fiscale.-

Nel frattempo Monti ha perduto una nuova occasione per tacere, infatti le frottole avrebbero dovuto raccontarle anche agli “esodati”; a quei cittadini cioè, che la Fornero, Ministro dalla lacrima facile, per incapacità manifesta, ha provveduto a mettere in ginocchio.

Toro Seduto.-

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