Il Governo Monti e la Costituzione

Kociss

Il Governo Monti è incostituzionale?

L’articolo di Toro Seduto parte da alcune considerazioni che non trovano riscontro nella nostra Carta Costituzionale.

Per dimostrare che si sia perpetrato un vero colpo di Stato con la nomina di Monti da parte del Presidente della Repubblica, Toro Seduto assume come verità la Costituzione mediatica che è stata propagandata in questi ultimi anni e non la Costituzione promulgata nel 1947 ed entrata in vigore nel 1948.

Come Lui non sono pochi infatti coloro che hanno finito col credere che la Costituzione stabilisca che la scelta del Presidente del Consiglio (definito Premier) fosse esercitata direttamente dal popolo.

La verità è ben diversa! Il sistema politico italiano, come quello di tutte le democrazie occidentali, stabilisce la separazione dei poteri:

  • legislativo, il potere di emettere le leggi, esercitato dal Parlamento;
  • esecutivo, potere di applicare le leggi, esercitato dal Governo;
  • giudiziario, potere di giudicare e sanzionare in base alle leggi, esercitato dalla Magistratura.

Gli articoli 92 e 94 della Costituzione stabiliscono chiaramente il ruolo del Presidente e quello del Parlamento in occasione del varo di un nuovo Governo:

Art. 92. Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.
Art. 94. Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Ad un attento osservatore non può sfuggire che il dettato costituzionale è stato seguito passo per passo:

  1. 12 Novembre 2011, il Presidente Berlusconi si dimetteva prendendo atto della impossibilità del suo governo di affrontare la crisi che aveva colpito il nostro Paese.
  2. 16 Novembre 2011, il Presidente della Repubblica nominava Mario Monti che presentatosi alle Camere otteneva la fiducia di una larghissima maggioranza di onorevoli e senatori.

Lascio, qui, al lettore le considerazioni personali sulle cause della debolezza che, da oltre un anno, manifestava il Governo del centro-destra che pure aveva beneficiato di un premio di maggioranza grazie alla generosa legge elettorale con cui si era votato.

Fatto sta che le soluzioni possibili (costituzionali) che il Presidente aveva erano due:

  • la prima era quella di conferire l’incarico di formare il nuovo Governo ad una personalità in grado di ottenere la fiducia del Parlamento;
  • la seconda sciogliere una o entrambe le Camere per chiamare al voto i cittadini italiani.

L’instabilità politica dell’Italia veniva in quei giorni fortemente penalizzata dal Mercato, nonostante due manovre finanziarie che sottraevano agli italiani decine di miliardi di euro, i tassi necessari per piazzare i titoli di Stato si incrementavano di asta in asta superando ampiamente la soglia sostenibile. Si rendeva evidente che un ulteriore ritardo nel prendere atto della crisi politica avrebbe aggravato la crisi economica. Il Presidente del Consiglio dopo il varo della legge di stabilità da parte della Camera rassegnava le dimissioni.

La tempestività dimostrata dal Presidente Napolitano nello scegliere e poi nominare il nuovo Presidente del Consiglio e l’autorevolezza di Mario Monti è stata la premessa per una inversione di tendenza che sta gradualmente restituendo fiducia agli investitori nei confronti del debito dello Stato italiano.

Quindi la Costituzione è stata rigorosamente applicata, la scelta del Presidente è stata confermata dal Parlamento che ha votato la fiducia al nuovo Governo. (il Senato il 17 novembre 2011, con 281 sì, 25 no e nessun astenuto e alla Camera il 18 novembre 2011, con 556 sì, 61 no e nessun astenuto).

Questi sono i fatti che dimostrano che nessun intrigo è stato perpetrato, nessuno è stato esautorato e il Parlamento ha conservato il proprio ruolo. In questi mesi più volte il Governo, per accelerare la conversione in legge delle proprie proposte di legge, ha chiesto la fiducia delle Camere. Fiducia accordata ripetutamente.

Il Governo si è attenuto al compito che gli organi costituzionali gli avevano affidato tirando il Paese fuori dal baratro in cui rischiava di cadere nell’autunno del 2011.

Dicevo prima che molti si sono convinti, in questo ventennio, che il premier lo designasse il popolo e non il Presidente della Repubblica e che la fiducia non fosse un atto del Parlamento.

Ma Toro Seduto non è il solo a parlarne, infatti il giorno delle dimissioni di Berlusconi in Parlamento il deputato Domenico Scilipoti parlò di colpo di stato ed, oggi, tanti ripetono questa falsa verità perché sperano che li ascolta dimentichi quanto è realmente accaduto.

Il Governo ha tutta la legittimità costituzionale possibile. Monti ha operato per restaurare serietà, competenze, correttezza istituzionale.

Viceversa concordo con Toro Seduto quando titola il proprio articolo “Mentre i Dottori studiano il malato muore” in quanto sono convinto che l’Italia sottoposta alla terapia d’urto di ripetute manovre finanziarie prive di prospettive di sviluppo sta affrontando una crisi pesantissima con la caduta dell’occupazione, soprattutto femminile e giovanile, con la povertà che ha raggiunto soglie inaccettabili per un quinto famiglie italiane.

Monti, a cui era stato affidato un Paese malato il cui stato di salute ogni giorno peggiorava, con capacità indiscutibili è riuscito ad alleviare i sintomi del morbo ma non ha potuto evitare gli effetti collaterali della dura terapia.

Lo spread si è abbassato, e speriamo che contini a ridursi, ma il costo dei sacrifici richiesti dal Governo gravano sui cittadini a basso e a medio reddito, cioè sui pensionati e sui lavoratori dipendenti, cosicché il peso della crisi è ricaduto ancora una volta su coloro che pagano oltre l’80 per cento delle tasse.

Anche l’ultima manovra approvata in questi giorni dal Consiglio dei Ministri va nella stessa direzione: un pensionato con un reddito pari 8000 euro annuo, quindi esente IRPEF, oltre a sostenere i costi dell’inflazione che spinge in alto i prezzi sarà chiamato a pagare l’incremento dell’IVA senza aver alcun beneficio dall’abbassamento delle aliquote.

Il Governo dimostra di essere arrivato al capolinea per aver adempiuto il compito affidatogli e di non essere in grado di operare una svolta in direzione dello sviluppo.

Bisogna andare al voto al più presto perché occorrono scelte politiche che solo un governo politico può operare.

I fatti gravi di questi giorni che interessano le Regioni e altri Enti locali non devono scoraggiarci anzi occorre una maggiore attenzione quando saremo nella cabina elettorale per dare il nostro voto. Bisogna prestare attenzione ai programmi e ai candidati, tenendo ben presente la storia passata della lista o della coalizione che sceglieremo, evitando di lasciarci avvincerci dalla non politica.

La debolezza di questa seconda repubblica nata dalle ceneri determinate da Tangentopoli è oggi evidente. I partiti personali non hanno retto sia per l’incoerenza dimostrata e il divario fra le promesse e le realizzazioni, sia per l’incapacità di scegliere il nuovo ceto politico.

Non conosco  quale sarà la legge elettorale con cui  si voterà, ma spero che non ci siano più liste che riportano il nome del leader, liste che cercavano di distrarre l’attenzione degli elettori dalla scelta diretta della persona da votare per permettere al capo di promuovere in Parlamento (e nelle Regioni con il listino) persone di scarsa autonomia e spesso anche di scarsa cultura non solo politica.

A Toro Seduto voglio ricordare una legge elettorale che prevede l’indicazione del nominativo del candidato Presidente costituisce una forzatura della norma costituzionale che affida al Presidente della Repubblica tale scelta!

Kociss

 

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