Il progetto della Ferrovia lucana

VITTORIO EMMANUELE RE D’ITALIA

IL GENERALE GARIBALDI  DITTATORE DELLE DUE SICILIE

Giunta Centrale di Amministrazione

Signori Prodittatori,

Per disposizione delle SS. LL. ho fatto esame della convenienza e possibilità della costruzione di una ferrovia, che attraversando la Basilicata congiungesse il Tirreno al Jonio; e come nei Governi civili e liberi si deve, ho consultato l’opinione pubblica, richiedendo il parere di molti sì proprietarii che dotti nelle scienze economiche. Ho puranche consultato i due valenti architetti civili sig. Luigi Brancucci ed Orazio Petruccelli.

Di tutto vengo a far loro succinta esposizione.

Farei opera superflua, se m’intrattenessi a discorrere sui generali della utilità delle ferrovie, come neppure v’è bisogno dimostrare che non solo utile, ma necessario è il congiungere snte è:ollecitamente il Jonio al Tirreno, valdire l’oriente all’occidente, la parte meridionale d’Italia alla settentrionale, ossia all’Europa tutta.

Io m’intratterrò solo a parlare brevemente della convenienza e possibilità, che una ferrovia attraversi la Basilicata e della direzione che dovrebbe seguire.

Basta gittare una occhiata, su di una carta d’Italia, per vedere quanta importanza abbia e possa avere la Basilicata tanto sotto l’aspetto economico che sotto quello di strategia, per la sua posizione e costituzione geografica, per la sua vastità, per la numerosa sua popolazione.

Questa Provincia è ricca dei prodotti di ogni maniera dell’agricoltura e pastorizia. Dall’albero che da l’arancio all’abete tutto vegeta in una contrada che ha svariati climi; ma gli eccellenti grani e le civaiendr diverse, i finissimi olii, gli squisiti e generosi vini, il cotone, il legname da costruzione o da ardere, i formaggi, le lane, le sete — ed i marmi, e Dio sa quante altre ricchezze chiuse negli inesplorati nostri monti, restano quali con tenue, quali senza alcun valore per difetti di comodi mezzi per trasporto.

Ingenti somme la Provincia ha speso in circa cinquanta anni, ma una amministrazione immorale e dissennata tutto ha dissipato, e la Provincia non ha che piccoli tratti di strade rotabili, e nel resto della sua superficie spesso la strada è mal atta all’animale da basto o da sella. Gli Amministratori sussecutivi della Provincia non han pensato che alla repressione, sola arte di governo de’ Borboni.

Un’era novella si apre coll’Unità ed Indipendenza d’Italia, con un Governo Civile.

Ed i Lucani, non secondi ad altri per amor patrio ed alto sentire, sorti a nuova vita raggiungeranno in breve tempo il grado di civiltà delle altre contrade Italiane.

Ma nei primi passi han bisogno di aiuti, e fra questi primo a me pare che sia la strada Ferrata.

Il passato Governo, venturosamente pe’ popoli, non capì mai l’importanza di questa provincia, ed in particolare tutte le volte che parlò di ferrovie (e ne parlò spesso sempre col proponimento di non attuarle mai) non curò la Basilicata; se ne progettarono, se ne concessero puranche due per le Puglie, vicine e quindi danneggiantesi fra loro, se si fossero costruite; di esse una avrebbe dovuto toccare solo ad un estremo questa provincia nel distretto di Melfi; si parlò di altra per le Calabrie, che avrebbe toccato pure ad un estremo il distretto di Lagonegro, ma la provincia sarebbe stata sempre senza la ferrovia.

E pure le produzioni svariate di queste contrade mediterranee, che sotto molto volume e peso han piccolo valore, reclamano con urgenza facili e poderosi mezzi di trasporto.

Tutti coloro che al proposito io ho consultato in questi giorni convengono nello stesso parere; e cittadino della Lucania io posso attestare che unanime è il desiderio di tutti, unanimi sono i voti.

Io quindi propongo alla di Loro approvazione il progetto di un Decreto per una ferrovia, che attraversi la parte centrale della Provincia lungo la valle del Basento.

A primo aspetto può sembrare un’utopia il mio progetto, ineseguibile la desiderata strada per i forti ostacoli, che presenta una contrada montagnosa; pur tuttavia è da osservare che non solo non v’è impossibilità alcuna, non solo nell’Italia stessa si sono superati ostacoli e difficoltà molto più gravi, ma dippiù una grande e generosa Nazione non curerà (sarebbe reato dubitarne) qualche milione dippiù, quando si tratta di congiungere lo ripeto) l’oriente all’occidente, il mezzodì d’Italia al resto di Europa, di promuovere il progresso e la civiltà in una Regione così importante.

Un giudizio artistico positivo in breve tempo non poteva averlo, ma io presento alle SS. LL. il rapporto di due valenti Architetti di questo Capoluogo, i quali dichiarano possibilissima una ferrovia e ne indicano la direzione pe’ punti principali.

Secondo il loro avviso, partendo dalla ferrovia di Salerno, la Lucana passerebbe tra Balvano e Muro, di là presso Tito, quindi pe’ piani detti di S. Aloja, per le vicinanze di Potenza, Vaglio, Brindisi, Trivigno, Albano, Tricarico, Grassano, Grottole, Pomarico, Ferrandina, Pisticci, Bernalda, pianure dell’antica Metaponto e giungerebbe a Taranto.

Ed è notevole che siffatta linea è presso a poco quella che indicava fin dal 1846 l’Ufiziale Generale Sardo cav. Paolo Romualdo Racchià ne’ suoi cenni sulla rete fondamentale delle stradi ferrate italiane, che ho avuto l’opportunità di consultare. La differenza fra’ due progetti nasce da che il Racchià proponeva congiungere la strada Lucana con quella di Avellino da farsi, il progetto attuale è di congiungerla con quella di Salerno già presso a compiersi.

Se nonché nel progetto di decreto, io ho creduto non dover indicare con troppa precisione la direzione della ferrovia, ma ho adoprato tali frasi, che, includendo le idee sopra espresse, lasciassero molta libertà a colui, che dovrà formare il progetto artistico, secondo le condizioni del suolo.
Né finirò senza fare alcune altre considerazioni.

La Ferrovia di Basilicata sarà sempre per più decine di miglia la più breve di ogni altra tra Napoli e Taranto.

La stessa potrà prolungarsi da un lato per le Puglie, dall’altro per le Calabrie.

Lievissima sarà la spesa del suolo da occuparsi per la strada ed accessorii, lievissimo il prezzo del legname e de’ materiali per opere di muratura, basso il prezzo della mano d’opera.

In conseguenza la spesa maggiore per superare gli ostacoli naturali sarà largamente compensata dal minor costo de’ materiali e della mano d’opera e dalla minore lunghezza.

Spero quindi che le SS. LL. approveranno l’aggiunto progetto di Decreto.

Potenza, il dì 31 Agosto 1860.

Il Direttore del 5° ufficio

Niccola Alianelli

Scuole comunali ___ Decreto 1.9.1860 – Costruzione della Ferrovia

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