Istituzione del Battaglione lucano per la tutela dell’ordine

VITTORIO EMMANUELE RE D’ITALIA

GIUSEPPE GARIBALDI DITTATORE.

Il Governatore di Basilicata

Nell’interesse di tutelare la tranquillità e l’ordine pubblico, o di ristabilirlo dove turbato;
Ordina.
Art. 1. Il Battaglione interno Lucano annunziato con circolare del dì 7 di questo mese, inteso a tutelare nell’ambito della Provincia l’ordine e la pubblica tranquillità, sarà composto di 540 uomini.
Art 2. Lo stesso sarà organizzato nel seguente modo: Tutta la forza sarà divisa in tre compagnie: ognuna di 180 individui. Ogni compagnia avrà: un Capitano, un 1° Tenente, un 2° Tenente, un Alfiere, un 1° Sergente, quattro 2i Sergenti, un Caporal Foriere, 8 Caporali, due Tamburi. Tutto il Corpo avrà un 2° Tenente Quartier Mastro.
Art. 8. Formeranno parte del Battaglione medesimo gl’individui dell’età di 18 a 40 anni, che atti alle armi, e senza aver riportato condanne per scrocco, falsità, calunnia e furto, si offriranno volenterosi al servizio della patria.
Art. 4. La durata del servizio sarà di un anno a contare dal giorno in cui saranno stati ricevuti nel Corpo.
Art. 5. Elasso questo termine sarà libero ad ognuno ritornare alle proprie famiglie. Coloro che vorranno continuare a percorrere la nobile carriera delle armi, saranno, conservando il loro grado, incorporati nello Esercito, ove al termine di un anno si troverà cessato il bisogno pel quale è stato istituito il Battaglione anzidetto.
Art. 6. I componenti il Battaglione saranno in Potenza convenientemente allogati ne’ Quartieri della vecchia gendarmeria.
Art. 7. Uscendo dalla residenza per causa di servizio, avranno l’alloggio ne’ Comuni in cui dovranno pernottare o fermarsi.
Art. 8. A cura del Governo saranno essi forniti di uniformi e di armi; meno gli Uffiziali, che se ne provvederanno a proprie spese.
Art. 9. I componenti il mentovato Battaglione saranno considerati come militari in attività di servizio, e quindi essi e le famiglie cui appartengono avranno dritto alle ricompense prescritte col Decreto Dittatoriale de’ 2 Settembre 1860.
Art. 10. Il soldo giornaliero sarà come segno: Il soldato avrà grana 20. I caporali grana 24. I forieri grana 30. I secondi sergenti grana 30. I primi sergenti grana 86. Gli Alfieri ducati 18 al mese. I secondi Tenenti ducati 20. I primi Tenenti ducati 24. I Capitani ducati 36. Il soldo del Quartier-Mastro sarà quello del secondo Tenente. L’intero Battaglione avrà un Aiutante Sotto-Uffiziale con ducati 15 mensili; ed un Porta-bandiera con ducati 12.
Art. 11. Per lo rinnovamento del vestiario rilasceranno grana 3 al giorno come fondo di cassa.
Salvo quelle modifiche che potranno venir disposte da Napoli in ordine all’organizzazione suddetta, che sarà livellata alle norme generali per le altre Provincie.
Potenza, il dì 15 Settembre 1860.

Il Governatore
G. Albini

Nota

Dal 1818 nel Regno delle due Sicilie la moneta base era il Ducato (coniato in oro), i suoi sottomultipli erano:

  • Carlino (in rame o argento), 10 Carlini = 1 Ducato;
  • Grana (in rame), 10 Grana = 1 Carlino, 100 Grana = 1 Ducato;
  • Tornese (in rame), 2 Tornesi = 1 Grana;
  • Cavallo (in rame), 6 Cavalli = 1 Tornese;
  • Piastra(in argento), 1 Piastra = 12 Carlini.

Il costo della vita era molto meno caro dell’odierno, ad esempio 890 grammi di pane costavano 6 grana (1,15 euro) e la stessa quantità di carne bovina costava 16 grana (3 euro).

Al Popolo – Corriere Lucano 4.9.1860 ___ Il debito pubblico nel 1860

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