Lucania espressione geografica ma non politica

Il 2 Agosto del 1873 il Consiglio provinciale di Potenza deliberò all’unanimità che il nome di Basilicata fosse sostituito con l’antico di Lucania.

Il deliberato della Provincia fu trasmesso a Roma nella certezza che il Consiglio dei Ministri lo avrebbe fatto proprio. Ma nonostante il parere favorevole del Ministro degli Interni, il Governo non approvò il decreto reale necessario.Si disse che il parere negativo del Consiglio dei Ministri fosse basato sul fatto che le provincie dovessero essere denominate dal Capoluogo, e quindi la nostra avrebbe dovuto essere la provincia di Potenza.

Quando la risoluzione del Governo fu nota molti comuni della provincia deliberarono perché fosse rivista tale decisione e chiesero al Consiglio provinciale di riprendere la propria iniziativa.

Purtroppo alcuni consiglieri cambiarono parere quando Giacomo Racioppi si espresse a favore del nome Basilicata, argomentando tale scelta con la pubblicazione di un volume dal titolo “Storia della denominazione di Basilicata”.

Il consigliere Michele Lacava, che aveva già pubblicato La sommaria descrizione della Lucania, allora scrisse La Lucania rivendicata nel suo nome e due anni dopo l’altro volume Citazioni storiche, e documenti raccolti in difesa del nome di Lucania.

Quando nel 1927 fu costituita la provincia di Matera, il nome di Basilicata continuò ad indicare la regione geografica comprendente le due province di Potenza e di Matera.

Dal 1932 al 1947 finalmente fu adottato ufficialmente il nome di Lucania per indicare la nostra regione.

Con la nuova Costituzione repubblicana che prevedeva l’istituzione delle regioni si ritornò al nome Basilicata per non mantenere il nome scelto dal regime fascista.

Le regioni vennero formalmente istituite nel 1970 e lo Statuto regionale della Basilicata venne promulgato il 22 maggio 1971.

Da allora la questione se ritornare all’antico nome Lucania nel corso degli anni è stata più volte sollevata ma le ragioni politiche hanno continuato a prevalere sulle considerazioni storiche.

Oggi grazie a Rocco Papaleo, con il film Basilicata coast to coast e con la sua partecipazione all’ultimo festival di Sanremo, il termine Basilicata è divenuto più popolare e più noto agli italiani delle altre regioni, ma noi lucani abbiamo tutti da raccontare occasioni in cui ci siamo sentiti chiedere: Basilicata ? Lucania ?

Ricordo, ad esempio, quando in una riunione di un organismo nazionale del Sindacato degli insegnanti, al momento dell’approvazione del bilancio sono dovuto intervenire per spiegare alcune tabelle relative ai dati delle singole regioni che riportavano ora Basilicata e ora Lucania.

Ancora ricordo quando in un quiz televisivo condotto da Mike Buongiorno i concorrenti dimostrarono di non sapere che la Basilicata fosse una regione autonoma né campana né pugliese.

Dopo il sisma dell’80, trovandomi in Piemonte per aver accompagnato una persona bisognosa di ricovero ospedaliero specialistico, ho dovuto infinite volte precisare che Potenza era una città capoluogo di una regione terremotata diversa dalla Campania e sottolineare che il popolo lucano dimostrava la sua dignità anche nella tragica situazione che stava subendo.

I miei interlocutori, infatti, si meravigliavano che le televisioni facessero vedere interi paesi rasi al suolo, soccorritori anche venuti dal nord e tante persone con le mani in tasca a guardare quello sfacelo senza darsi da fare. Quando le riprese erano effettuate a Pescopagano, a Muro Lucano, a Balvano e negli altri comuni lucani era facile vedere la differenza:  la gente si dava da fare anche a mani nude su una montagna di macerie.

Lucano o ……
Dal lontano 1873 ad oggi il popolo di questa regione continua a chiamarsi lucano pur abitando in Basilicata!!

L’alternativa sarebbe stata basilisco, termine che viene usato per lo più in senso spregiativo.

Se, poi, facciamo una breve ricerca troviamo che:

  • I Basilischi sono stati gli aderenti ad un’organizzazione mafiosa della Basilicata.
  • I basilischi è il titolo di un film di Lina Wertmüller, la cui trama viene così sintetizzata su Wikipedia: La piccolissima provincia come riparo dal mondo e dalle responsabilità, rifugio per giovani cresciuti nell’accidia senza lo straccio di un ideale o di un obiettivo che non sia quello di una decorosa sopravvivenza.
  • In botanica il Basilisco (Magydaris pastinacea) è una pianta appartenente alla famiglia delle Apiaceae considerata tossica dalla tradizione popolare.
  • Basilisco è il nome di una lucertola.
  • Basilisco è un gigantesco gallo con i denti aguzzi del fumetto e cartone animato giapponese One Piece.
  • Basilisco in Harry Potter è una creatura magica: “nessuna creatura sulla nostra terra è più mortale del Basilisco”.
  • Basilisco nei bestiari e nelle leggende greche ed europee è una creatura mitologica (re dei serpenti) che ha il potere di uccidere con un solo sguardo diretto negli occhi.

Lucania e Basilicata nella Storia
Il nome Lucania risale ad epoche antiche prima della nascita di Roma ed è stato costantemente il nome con cui è stata indicata quest’area geografica.
L’antica Lucania invero nei momenti di massima espansione andava ben oltre gli attuali confini: dal Sele a Reggio Calabria, da Siponto a Metaponto.
Nel 396 dalla fondazione di Roma, i confini furono ristretti dopo la separazione dei Bruzii dai Lucani, e gli storici in accordo coi geografi assegnarono stabilmente alla Lucania questi limiti: il mar Ionio ad oriente, i fiumi Lao e Coscile a mezzogiorno, il Tirreno ad occidente, il Sele ed il Bradano dal nord-ovest al nord-est.
Il popolo lucano era un popolo fiero ed orgoglioso delle sue tradizioni e pronto a combattere per difendere la sua autonomia. I lucani furono molto attivi nei conflitti che si svolsero in quei secoli prevalentemente cercando di opporsi all’avanzare del dominio romano nell’Italia meridionale e sul Mediterraneo.
In queste terre furono combattute battaglie ricordate dalla storia antica. La prima è quella in cui fu sconfitto Alessandro Molosso re dell’Epiro avvenuta nei pressi dell’Agri, fiume nel quale il monarca trovò anche la morte colpito da una freccia lucana.
Un’altra storica battaglia fu combattuta da Pirro nei pressi del Sinni contro il console romano Levino. Questa battaglia è ricordata soprattutto perché Pirro utilizzò gli elefanti, animali che spaventarono i romani che furono sconfitti pesantemente con perdite notevolissime di vite umane.
Nel 90 a.c., durante la Guerra sociale, i Lucani e molti popoli italici si schierarono con Mario. Marco Lamponio al comando delle truppe lucane sconfisse i romani comandati da Crasso presso Grumentum. Ma i romani successivamente presero la città e la saccheggiarono.
Durante la guerra civile tra Mario e Silla i Lucani si schierarono con Mario. I Sanniti, i Lucani, i Campani e gli Etruschi erano gli ultimi italici in guerra contro Roma. L’Urbe rischiò quasi la capitolazione di fronte all’attacco delle legioni di Mario il giovane e dei popoli italici, ma i Lucani e i Sanniti nella battaglia di Porta Collina furono sconfitti (1 e 2 Novembre 82 a.c.). Marco Lamponio morì in battaglia, mentre Mario il giovane si fece uccidere da uno schiavo. Ai Lucani e ai Sanniti fu negata la cittadinanza romana. I Romani rasero al suolo diverse città lucane e i Lucani persero la loro autonomia confondendosi, da allora in poi, le loro vicende con quelle degli altri popoli italiani.
Nel 71 a.c. sempre in Lucania nei pressi della sorgente del fiume Sele, nel territorio di Senerchia (oggi in Campania) terminò l’avventura di Spartaco nello scontro finale con le legioni di Crasso.
La Lucania fu poi dominata dai Goti, dai Bizantini, dai Longobardi, dai Saraceni, dai Normanni e di nuovo dai Bizantini.
In quest’epoca, seconda metà del decimo secolo, si ritrova il nome Basilicata associato alla nostra regione.
Da dove derivi questo termine non è assodato: alcuni pensano che derivi direttamente dal nome di un potente, Basilio, identificato proprio nell’imperatore o in un personaggio a lui molto vicino che abbia governato su uno o più Gastaldati; altri ipotizzano che derivi da una delle basiliche che furono costruite in questa regione (la Basilica di Acerenza o la Basilica di Anglona).
Dopo la vittoria del Basento dei Greci contro Ottone II, una parte della nostra regione restò sotto il Principato di Salerno, mentre l’altra era entrata a far parte dell’impero.
Potrebbe essere accaduto che il nome di Basilicata sia stato utilizzato per indicare questo ultimo territorio.
Il termine basilicus (Βaἀιλιχον) indicava una qualità data a tutte le autorità dell’impero bizantino alla stregua del termine imperialis, pertanto Basilicata indica la dipendenza di questa regione dall’imperatore d’oriente.
Il nuovo nome si affermò ufficialmente solo nel quattordicesimo secolo con gli angioini che resero autonoma la provincia di Basilicata.
Ma il nome Lucania restò comunque nell’uso comune ripreso anche in documenti ufficiali.
La repubblica Partenopea del 1799 ripristinò l’uso del termine Lucania e la Costituzione del 1820 riconobbe la nostra provincia come Lucania orientale.
Nel 1860 venne costituito il Comitato lucano che preparò l’insurrezione lucana del 18 Agosto.
Albini e Mignogna furono i pro dittatori della Lucania che a nome dei Lucani rivolsero un saluto a Garibaldi. La Guardia nazionale della provincia fu chiamata Guardia Nazionale Lucana.
Gli insorti organizzarono una brigata lucana che entrò in Napoli alla testa delle truppe dell’esercito meridionale comandato da Garibaldi e una Brigata lucana partecipò alla battaglia sul Volturno dando il suo contributo di sangue alla Patria.
Poi il 2 Agosto 1873 la provincia deliberò la sostituzione di Lucania a Basilicata, che non ebbe seguito per il mancato accoglimento da parte del Consiglio dei Ministri.
In epoca più recente l’attribuzione dell’antico nome Lucania dal 1932 al 1947 e la nuova Costituzione che ripristina il termine Basilicata.

Così la Lucania è una regione della penisola ma non è una regione dell’Italia!
Negli ultimi decenni si è sviluppato nel Cilento un’iniziativa, Grande Lucania, tesa alla riaggregazione alla Basilicata delle comunità lucane attualmente in provincia di Salerno. A questo stesso obiettivo mirano altri comuni oggi in provincia di Cosenza.
In una riorganizzazione amministrativa dello Stato italiano, auspicata dalla maggioranza delle forze politiche, la ricomposizione della Lucania sarebbe opportuna perché risponderebbe a più obiettivi, in particolare renderebbe più efficienti le presenze istituzionali. Si pensi alla razionalizzazione della macchina della giustizia che potrebbe a breve portare alla chiusura dei Tribunali presenti sia nel Lagonegrese che nelle confinanti aree della provincia di Salerno. Effetto analogo si può ipotizzare per quanto riguarda la rete sanitaria e la rete scolastica.
Le popolazioni dell’Alto Jonio, del Cilento e del Vallo di Diano sono unite dalle tradizioni culturali e storiche: sono un unico popolo!
Il primo passo compete al Consiglio regionale che con propria deliberazione può avanzare la richiesta di modifica costituzionale. I nostri rappresentanti a livello regionale si devono far carico delle aspettative delle comunità lucane di ricomposizione della Regione Lucania.

I sanguinosi incidenti del 29 aprile 1947 _____________ I comuni della Basilicata

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