Scuole comunali di Scienza agronomica

VITTORIO EMMANUELE RE D’ITALIA

GIUSEPPE GARIBALDI  DITTATORE

Il Governo Pro-Dittatoriale Lucano, ai signori Sindaci della Provincia

Signori,

Promuovere l’istruzione nella scienza agronomica è promuovere la ricchezza della provincia, per cui ciò ha richiamato, e son certo che richiamerà l’attenzione di lei e di tutti.

Io perciò la prego voler sentire il Decurionato sulla convenienza di stabilire costà una scuola Agraria, soll’onorario da darsi al professore e sui fondi corrispondenti, nonché sul tempo più o meno prossimo, in cui un tal pensiero potrà tradursi in fatto.

Stabilire ad un tratto le scuole Agricole in tutt’i  comuni sarebbe cosa pressoché impossibile, se non fosse per altro per deficienza di mezzi, onde dare ai maestri un onorario conveniente. Ma si cominci dal fare quello che si può, e sussecutivamente si procederà oltre.

Prevedo che si faranno delle obbiezioni, e mi credo in debito di prevenirle, e rispondere.

Si dirà forse, che stante l’ignoranza, in cui si è lasciata la classe dei coltivatori, cosicché sono tutti o quasi analfabeti, le scuole riusciranno inutili. — Ma è da osservare che l’istruzione deve scendere da su in giù — che in ogni Comune vi sono dei giovani galantuomini più o meno culti, per i quali la scuola sarebbe tanto più utile, perché debbono amministrare e coltivare i proprii fondi, e che istruiti costoro, gli altri imiteranno le di loro pratiche, e col fatto quelli diverranno efficacissimi istruttori delle classi inferiori.

Si potrà dire che mancano i maestri, ma io considero che se mancano al momento non mancheranno fra breve. In questo collegio va ad aprirai una scuola agraria provinciale apposita. Quando si conosce che il Comune ha statuito di aprirsi fra qualche anno una scuola comunale non mancheranno de’ giovani che studieranno l’Agronomia per professarla nella terra, piuttostoché cercare un impiego in luogo lontano. Non mancherà qualche giovine che studiando medicina o farmacia si troverà in ottima condizione per aggiungere lo studio dell’applicazione delle scienze naturali all’agricoltura.

Si potrà dire che si graverà la finanza comunale di un novello esito quando appena fa fronte agli esistenti; ma osservo che le spese migliori che può e deve fare un Comune sono quelle produttive, e tale senza dubbio è quella diretta a diffondere le cognizioni necessarie alla produzione — che un zelante e saggio amministratore troverà sempre nell’aumento degli introiti, e nella soppressione di esiti improduttivi le risorse convenienti — che non si tratta mica di stabilire or ora, ed all’improvviso la scuola, di cui è parola, ma di preparare fin da ora gli elementi necessarii, perché tanto possa attuarsi in un tempo prossimo.

Tutt’i popoli civili hanno scuole tecniche, ed i Lucani al certo sentono al pari di ogni altro i bisogni della civiltà.

Mi attendo suo analogo riscontro colla corrispondente deliberazione del Decurionato.

Potenza lì 30 Agosto 1860.

Il Direttore
Niccola Alianelli.

Decreto Scuole Agricoltura e Chimica ____ Il progetto della Ferrovia

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